Viteliú

Il nome della libertà

Collana:

Un viaggio per scoprire l’essenza della Prima Italia

Viteliú, termine osco da cui derivò la parola latina Italia, è un viaggio nel mondo nascosto dei popoli italici. E sono proprio gli Italici i protagonisti di questo sorprendente romanzo d’esordio: i Sanniti, i Marsi, i Peligni, i Piceni, i valorosi dodici popoli dell’Appennino centrale che si unirono per costruire il loro sogno di libertà contro la prepotenza romana. Un sogno temporaneamente infranto da Lucio Cornelio Silla che operò un vero massacro dell’etnia sannita.

Il romanzo inizia diciassette anni dopo quei tragici eventi. Un incubo del passato spinge un vecchio cieco – l’embratur sannita Papio Mutilo che su di sé sente tutta la responsabilità del genocidio subìto dal suo popolo – a riprendere in mano il proprio destino e quello del nipote Marzio, salvato dalle stragi dei sicari di Silla.

Il loro avventuroso viaggio porterà Marzio, e con lui il lettore, a conoscere la storia e le terre delle genti che costruirono la prima nazione cui fu dato il nome di Italia.

Una storia mai raccontata in un romanzo; un viaggio avvincente ed emozionante alle radici stesse della nostra identità nazionale.


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Audio e Video

Viteliù: popoli italici in un film – TG3 Abruzzo

Servizio di Rai 3, andato in onda su TG Abruzzo delle 19.30 sul libro “Viteliù” scritto da Nicola Mastronardi.

Guarda l’intera edizione del TG Abruzzo del 25 febbraio 2015 su www.rai.tv.

Michele Placido interpreta Viteliú

Teatro Savoia, Campobasso (17/12/2012) – Presentazione del romanzo storico Viteliú.

A Isernia la prima presentazione di Viteliú

L’evento si è svolto all’Officina della Cultura (M.A.C.I.) con la partecipazione degli attori molisani Giorgio Careccia, Luca Cataldi e Barbara Petti, accompagnati al pianoforte di Simone Sala.

Il servizio di Isernianews.it

Viteliú: Nicola Mastronardi intervistato da TeleMolise

Il servizio di TgMolise del 15 dicembre 2012.

Viteliú, il romanzo storico di Nicola Mastronardi

Viteliú – Il nome della libertà (Itaca, 2012) è il romanzo d’esordio di Nicola Mastronardi.

Da dicembre in tutte le librerie.

Mastronardi presenta “Viteliù” ad Almosava-Altosannio

Leggi anche l’articolo di Adelina Zarlenga >

Rassegna Stampa

Viteliú – La recensione di Giovanni Petta

20 dicembre 2016
su "Facebook"


Viteliú. Il nome della libertà

su "IF - n. 2, primavera 2013"


11 Commenti a “Viteliú”

  1. Teresa Palumbo ha detto:

    Un meraviglioso libro, que ti porta della mano a una scoperta di un mondo mai silenziato.Ti trasporta nell cuore di ogni personaggio e paessaggio, per sentire la gioia e la sofferenza di un popolo mai scomparso. Bella l’anima di chi lo scrive con un sentimento che lascia una careza nelle emozioni.Complimenti!!!

  2. Giancarlo Mariotti Bianchi ha detto:

    Non sono di solito un lettore di romanzi storici … e non sono molisano bensì romano. Ho assistito a Forli del Sannio alla presentazione di Viteliù da parte dell’autore …. e sono rimasto così colpito da voler subito comprare il libro (con dedica). Lo sto leggendo tutto di un fiato e lo sto apprezzando per la passione che trasuda da ogni pagina, per l’amore per la sua terra, per la natura e soprattutto per la voglia di pace nel rispetto della libertà di tutte le Nazioni: equilibri difficili da realizzare ma da perseguire con determinazione oggi come duemila e più anni fa. Da appassionato frequentatore dei monti dell’appennino centrale, infine, un sentito grazie per farmi vedere con occhi nuovi posti tanto amati e tante volte frequentati.

  3. Doretta Sciarra ha detto:

    ho ricevuto questo libro (storico) in regalo e sinceramente ho aspettato prima di iniziare la lettura pensando che fosse pesante; lo devo ancora finire ma posso dire che già dalle prime pagine sono rimasta catturata dalla lettura che mi suscita emozioni e sentimenti inaspettati ;mi sembra di conoscere veramente la mia terra , le mie origini,i miei antenati solo ora attraverso le parole del bravo scrittore a cui per primo sono grata per il dono ricevuto.

  4. Paolo Loforti ha detto:

    Ho assistito alla presentazione del libro di Mastronardi nel Museo Sannitico di Alfedena, alla presenza del Prof. La Regina. Ho letto d’un fiato il romanzo e mi sono ritrovato coinvolto a ripercorrere, insieme a Gavio e Marzio, tutti i luoghi meravigliosi delle terre sannitiche. Tante volte, davanti al complesso archeologico di Pietrabbondante, mi sono chiesto come sia possibile che tale sito, così arcaico e sacro, così intriso di storia e di cultura, così bello e con un panorama da togliere il fiato, sia così poco conosciuto ed apprezzato, al di fuori della ristretta cerchia degli studiosi, anche rispetto a tanti siti romani tanto celebrati . Ho per anni ricercato specifiche pubblicazioni, ma ne esistono poche. E’ per questo che spero che il romanzo di Nicola Mastronardi, ricco di notizie storiche, geografiche, di approfondimento della cultura sannitica, possa aiutare ad allargare notevolmente la schiera degli amanti di tale cultura. E poi c’è il romanzo, che affascina per la sua delicatezza, per la forza dei suoi personaggi, per la profondità dei sentimenti espressi, per la grande armonia che pervade e per la sensibilità ecologica divulgata.
    Per questo dico grazie per tutte le emozioni suscitate.

  5. Silvia ha detto:

    Viteliù riesce a far assaporare il sapore buono e denso di “vita” della tradizione trasmessa di generazione in generazione.

  6. Michele Barbato ha detto:

    Viteliú : una risorsa per l’Alfabetizzazione Ecologica

    Dopo aver letto questo romanzo con gli occhi di docente e con la mente di ambientalista, prima ancora che con cuore sannita, questa é la riflessione a cui inevitabilmente sono giunto: un testo, la cui “lettura” deve necessariamente entrare nella scuola!
    Viteliú riporta attenzione ai luoghi, ritrova le radici, i saperi e i sapori della memoria, salva mondi scomparsi, narrazioni perdute, lingue tagliate. Sottraendo tutto ciò all’oblio della storia e consegnandolo al futuro.
    Narra una storia che, oltre a ricordare il valore dell’antica gente del Sannio e a riscoprire le radici identitarie della nazione “Italia”, promuove una sensibilità e un pensiero autenticamente ecologici, fatta di sensibilità estetica e coscienza etica capace di sensibilizzare alla vera Educazione Naturale frutto dell’Ecologia Profonda.
    A tal proposito come non ricordare le belle pagine che descrivono la battuta di caccia sul Monte del Luparo, in cui Eumaco illumina Marzio sui grandi valori ecologici e sulle leggi sacre della grande Madre Terra.

    “Noi invece abbiamo portato a casa il futuro del bosco, il nostro e quello dei nostri figli… Chi si allontana dalla natura ha il cuore indurito. Non capisce. Agisce per il proprio interesse immediato, pensa con la pancia, non riesce a vedere oltre. Tu, invece, impara a far comandare il cuore ad agire con saggezza sia con gli uomini che con la Madre Terra. Così darai il tuo contributo all’armonia che é in tutte le cose. La Grande Madre non mancherà di pensare al tuo sostentamento” (da Viteliú pag. 190).

    Grazie Nicola per questo grande contributo che ci aiuterà sicuramente a cogliere e ad insegnare a far cogliere, l’armonia che é in tutte le cose della Natura e ovviamente nel rapporto con il Nostro Territorio. Territorio che, come tu sapientemente hai saputo narrare, ha la funzione di luogo significante: un “luogo santo”, su cui proiettare e soddisfare bisogni antichi di radicamento, di appartenenza; un luogo nel quale, citando il Manifesto per l’Educazione Ambientale del Futuro, ” prende corpo la memoria culturale, elemento strutturale essenziale per il radicamento della identità personale e collettiva”.

    Un tuo grato lettore, Michele Barbato.

  7. Giuseppe ha detto:

    Sono rimasto affascinato dalla lettura di Viteliù. Era molto che non provavo tutte le emozioni suscitate dal racconto così bene intrecciato di storia e di storie, con colpi di scena inaspettati come il finale stesso. I miei più vivi complimenti!

  8. In uno stile semplice e privo di fronzoli, Nicola Mastronardi incentra il suo romanzo in quei luoghi che furono storicamente dominati ( e mai domati) dalla guerra privata che il dictator conservatore Silla condusse contro Mario e i suoi alleati. Al racconto precipuamente storico, con date ben definite Nicola intesse una tenace e tenera storia fatta di sentimenti puri. A tratti sfiora una velata vena di poesia, senza strafare, senza cadere nell’ovvio e il ripetuto. Il percorso del lettore scorre leggero anelando le pagine successive. Si instaura presto una relazione affetiva con i suoi personaggi, Gavio, Marzio, Eumaco…Chi è nato e cresciuto nell’alto Sannio e nella valle del Sangro, ricorda le radici dei nonni e anche le sue. La mescisca, la vescica con la ‘nzogna a conservare la salsiccia secca,l’antro della grotta del monte della Macchia e decine di altri dettagli; cose pratiche e a tutt’oggi per certi versi attuali. Non è vero che: -a detta di alcuni studiosi- la discesa dei Longobardi e le innumerevoli invasioni hanno cancellato le tracce di un popolo fiero. Si sente ancora risuonare dalle alture e nelle valli l’urlo mai cancellato dei meddex, Safinii!

  9. Letizia Maselli ha detto:

    Quando ho visto questo libro, che era stato presentato a Roma, sono stata catturata dalla frase sulla copertina: già essa stessa una storia,e traspirava caparbietà e orgoglio.. Appena l’ho visto in libreria, l’ho subito comprato, con un ‘affetto’ particolare, come se fosse stato più, di un semplice libro. Ora che l’ho letto, confermo il fascino, e la forza di valori che vanno mantenuti e rafforzati, non ultimo l’amore per la nostra Italia, Viteliù. E sono piacevolmente legati allo scorrere della storia. Una storia vera, sconosciuta e intensa, che ha portato un valore aggiunto ai posti meravigliosi che sono le terre del Sannio. Solo un po’ di difficoltà ad individuare realmente in cartina i posti attuali, anche se indicati in linea di massima nel glossario. Ora, non guarderò più solo la bellezza dei paesaggi, ma ne percepirò anche la forza che emanano, perchè hanno acquisito un valore aggiunto, dopo la lettura di questo libro! Ah! Ho scoperto che porto un nome antico sannita, visto che…ci sono anch’io, nel libro 🙂 .. Letizia

  10. Nino Manocchio ha detto:

    Ci sono storie che aspettano solo di essere raccontate, che fluttuano nello spazio alla ricerca di un tramite, il solo capace di farne un racconto e portarle in vita, regalarcele. Poi ci sono Scrittori, con la S rigorosamente maiuscola, che pazienti restano in attesa che queste storie lo rapiscano, lo travolgano e ne violentino l’io rendendolo mero strumento narratorio nelle loro mani.
    E’ successo, ed il risultato è difficilmente esprimibile dopo aver assaporato il frutto di tale incontro.
    Viteliù è la storia di tutti noi. E’ un caleidoscopio di emozioni irresistibile. E’ una narrazione che travalica lo spazio ed il tempo per penetrare nei recessi più profondi dell’anima di ognuno, capace di farci vibrare. Leggendo il meraviglioso romanzo storico del dottor Nicola Mastronardi si viene rapiti letteralmente. Verremo trasportati in un mondo che non c’è più ma al quale dobbiamo guardare per riconoscerci. Ascolteremo i nostri antenati parlarci dall’alto della loro saggezza e capiremo che noi siamo i sopravvissuti di un epoca tanto feroce quanto straordinaria. E’ la storia di cos’era il mondo prima di Roma e di quanta grandezza umana e culturale è stata troppo spesso taciuta dalla storiografia ufficiale o quantomeno sottovalutata a favore dello splendore dell’Impero Romano. Un romanzo ambientato più di due millenni or sono ma estremamente attuale. Parla di libertà e di amore Viteliù e lo fa con una forza difficile da spiegare. Le ambientazioni bucoliche del racconto ci ammaliano come i canti delle sirene e ci fanno sognare di un mondo perduto fatto di Natura e di rispetto per essa. Ci sono anche violenze, soprusi e devastazioni ma il tutto raccontato in chiave storica citando fatti realmente accaduti, costati all’autore anni di indagini, studi e sopralluoghi. A tratti il libro assume le vesti di un testo storico a tutti gli effetti con date, luoghi e battaglie. Più di una lacrima durante la lettura potrebbe far capolino. L’intensità del romanzo è davvero notevole e si corre il rischio di rimanere intrappolati da tanta bellezza.

  11. Nico Palladino ha detto:

    Il libro ti porta alla scoperta di luoghi, tradizioni e persone che ci fanno avvicinare alle nostre origini e apre la strada a escursioni in una terra che credi di conoscere e che invece ti riserva sempre sorprese ed emozioni.
    Non è una lettura è una studio in itinere.

    Ciao Nico

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