Come se dovessimo morire oggi

La vita, il sacerdozio e il martirio di don Josef Toufar

A cura di Tiziana Menotti

Prefazione di Dominik Duka

Introduzione di Alessandro Vitale

Appendice di Angelo Bonaguro

Collana:

«Il tempo è un bene prezioso. Perciò viviamo come se dovessimo morire oggi, vigilando da uomini saggi».
Josef Toufar

 

Dicembre 1949. Sulla collina di Číhošt’, un piccolo villaggio della Vysocina (Repubblica Ceca), il parroco don Josef Toufar è immerso nella preparazione dell’omelia. Dopo 8 mesi Josef Toufar si è perfettamente ambientato nella nuova parrocchia. Dice che Číhošt’ è in montagna e lui non si troverebbe bene altrove e che è profondamente grato per la sua vocazione. Nonostante i tentacoli del potere comunista inizino lentamente a insinuarsi nella società, il quarantaseienne sacerdote non se ne cura e comincia a rinnovare la parrocchia. Sistema i dintorni della chiesa e della canonica, pianta alberi da frutto, inserisce nell’attività credenti e non, comunisti e popolari, giovani e anziani, organizza conferenze e corsi di ballo, insegna a scuola e va a Praga a chiedere la pensione per i vecchi.

Domenica 11 dicembre 1949: la croce della chiesetta si muove durante la messa.
Don Toufar viene accusato di aver inscenato il “miracolo” ed è arrestato dalla Polizia segreta cecoslovacca.
Fin da bambino aveva desiderato diventare sacerdote, a servizio di Dio e degli uomini.
Morirà il 25 febbraio 1950 in seguito alle torture subite per aver voluto testimoniare fino in fondo la sua fedeltà a Cristo e alla Chiesa cattolica.
In seguito alla pubblicazione del libro Come se dovessimo morire oggi, la Chiesa ceca ne ha avviato la causa di beatificazione.

Dalla rassegna stampa


Audio e Video

Folla di pellegrini al funerale di Josef Toufar, a 65 anni dalla morte

Servizio della Televisione ceca da Číhošt’, nella Vysočina, in occasione della sepoltura delle spoglie del giovane parroco boemo.

Il 12 luglio 2015 don Josef Toufar, morto martire il 25 febbraio 1950 per mano della Polizia segreta cecoslovacca e i cui resti sono rimasti abbandonati per 65 anni nella fossa comune di un cimitero di Praga, è stato sepolto nella sua chiesa di Číhošt’.
Il ritorno di don Josef a Číhošt’ è stato celebrato con due giornate di festeggiamenti – concerti, mostre, celebrazioni liturgiche – culminate il pomeriggio di domenica con la messa solenne, presieduta da mons. Jan Vokál, vescovo di Hradec Králové, e da mons Dominik Duka, arcivescovo di Praga, a cui hanno partecipato 4.000 persone.
Al termine, l’urna contenente le spoglie di don Toufar è stata sepolta all’interno della chiesa dove l’11 dicembre 1949 la croce posta sull’altare si mosse inspiegabilmente durante l’omelia del sacerdote. Don Toufar fu arrestato e torturato dalla Polizia segreta per fargli confessare di avere inscenato il miracolo della croce, che scatenò la repressione della Chiesa Cattolica in Cecoslovacchia. Il cardinale Dominik Duka ha infatti ricordato le migliaia di vittime del regime comunista che furono martirizzate, uccise, giustiziate.
Secondo il biografo di don Toufar, Miloš Doležal – autore del libro “Come se dovessimo morire oggi. La vita, il sacerdozio e il martirio di don Josef Toufar” (ed. it. Itaca-La Casa di Matriona), frutto di ben 28 anni di ricerche e di indagini, grazie al quale la Chiesa ceca ha avviato nel 2013 la causa di beatificazione – né il parroco né altri a Číhošt’ ebbero alcuna relazione con il fatto e non si trattò neppure di un provocazione della Polizia segreta.
Per Růžena Lebedová, 87 anni, all’epoca sacrestana della parrocchia di don Toufar e che si trovava in chiesa quando la croce si mosse, ciò avvenne per volontà di Dio; ora è felice perché potrà andare in chiesa a trovare il suo amatissimo parroco.

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Eventi


Tiziana Menotti alla conferenza internazionale sui nuovi martiri del XX secolo

24 luglio 2017 ore 11.15
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23 febbraio 2016 ore 18
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14 settembre 2015 ore 20.30
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Coderno di Sedegliano (UD)

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6 maggio 2015 ore 18
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23 aprile 2015 ore 18.30
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10 aprile 2015 ore 18
Sala “Centro Studium”, via Morelli, 8
Gorizia

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