I ragazzi e il vuoto nelle poesie di Campagnoli

Pubblicato il 12 dicembre 2017

Riprendiamo da Il Corriere Adriatico una recensione di Marco Chiatti al libro di Nicola Campagnoli “Il cambiamento epocale” pubblicata il 6/12/2017.

Torna in libreria con una nuova raccolta di poesie Nicola Campagnoli, insegnante di materie letterarie presso il Liceo Rinaldini di Ancona. Venerdì esce il nuovo libro di poesia di Nicola Campagnoli “Il cambiamento epocale”, per le edizioni Itaca.

Decine di esperienze

Campagnoli passa attraverso decine di esperienze e coglie il vuoto in cui vediamo vivere i nostri giovani, i figli, un vuoto in cui crescono paura e depressione, male di vivere che chiede costantemente la presenza certa di un adulto vero, non di un padre o di un professore che giochino a fare i ragazzini anche loro. Ci sono le domande e il senso di sproporzione che ci attanagliano nel guardare i profondi mutamenti delle nostre società e città che cambiano volto oggi per la convivenza vissuta con migranti e rigugiati. Ci sono gli orrori e le insicurezze sul futuro portati dal terremoto in centro Italia. Momenti terribili che hanno tolto comodità e sicurezze, donando spesso, però, domande nuove sulle certezze su cui poggiamo le esistenze. Tutto questo è il cambiamento epocale di cui parla spesso Papa Francesco e a cui fa eco il libro di Campagnoli. In questi movimenti di vita, in questi mutamenti, Campagnoli vive il rapporto con il Tu misterioso e allo stesso tempo così familiare di Dio.

Un Dio che ci accompagna

Una serie di circostanze in cui si diventa sempre più sicuri del bene di un altro, che questo Padre non ci abbandona al nulla ma ci dona la sua compagnia costantemente. Un Padre che ci offre di continuo la possibilità di un rapporto che diventa pian piano storia. Il dio di cui parla Campagnoli non è la bacchetta magica che risolve o consola dai problemi. Ma Colui che offrendo il senso e la gioia di essere voluti, dona la voglia di affrontare tutte le circostanze della vita, anche quelle più dure e difficili da capire.

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