Il Governo del Tempo
L’ultima luce di Roma sul Lago di Como
Collana: IcaroIl Lago di Como è il silenzioso protagonista di questo romanzo storico ispirato dai vent’anni in cui, dopo la presa di Milano (3 settembre 569), resistette all’assedio dei longobardi, grazie all’opera di Francione che ne organizzò la difesa.
Attratto dalla bellezza del luogo, qui decide di stabilirsi Joannes, un uomo in cerca di pace e di sé stesso, dopo dieci anni vissuti a servizio di Narsete e del sogno di Giustiniano e Teodora di restaurare l’Impero romano.
Un grande affresco sulla fine di un mondo e sulle domande che attraversano ogni epoca e il cuore di ogni persona: cosa permette di sperare quando tutto sembra crollare?
Pagine avvincenti, popolate da figure indimenticabili, da Giustiniano, Teodora, Narsete fino a Irene, Francione, Flavia, Sindual, Julia, colte nel loro profondo desiderio di vita, di felicità e di rinascita.
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“Il Governo del Tempo”. Pietro Giuseppe Bazzoni ospite di Espansione TV
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Eventi
Book Corner Meeting Rimini 2026: “Il Governo del Tempo” di Pietro Giuseppe Bazzoni
24 Agosto 2026 ore 11
PAD. A5
Fiera di Rimini
“Il Governo del Tempo”. Presentazione a Rozzo di Lezzeno
11 Giugno 2026 ore 18.30
Antica Sala dell'Osteria Il Governo 1801
Rozzo di Lezzeno, Lago di Como (CO)
Book Corner Meeting Rimini 2026: “Il Governo del Tempo” di Pietro Giuseppe Bazzoni
24 Agosto 2026 ore 11
PAD. A5
Fiera di Rimini
“Il Governo del Tempo”. Presentazione a Rozzo di Lezzeno
11 Giugno 2026 ore 18.30
Antica Sala dell'Osteria Il Governo 1801
Rozzo di Lezzeno, Lago di Como (CO)

Questo libro è un viaggio dell’anima. Mi ha fatto piangere, stare in pena, sognare le stelle, desiderare di essere insieme a quelle persone. Solo “Il Signore degli Anelli” mi ha fatto sentire così parte di un’avventura. Il merito non va soltanto al linguaggio e alla tessitura letteraria, ciò che colpisce è quel filo invisibile di parole non dette che sostiene lo svolgersi della narrazione. Come se una mano forte, infallibile e piena d’amore lenisse ogni giorno di sole e ogni giorno di pieno inverno.
La mano invincibile della speranza e dell’attesa.
Il finale è la gemma più preziosa tra le tante in questa opera, la chiave di volta, sempre e per sempre.
La Storia non è ciò che accade, ma ciò che resta. Io mi sono chiesta che cosa rimanga in me di questo libro stupefacente, dopo le guerre le violenze gli errori e le bellezze, e dopo la tempesta di pace delle ultime pagine. Tanto rimane, ma il dono sopra tutti è la gratitudine, una dilagante gratitudine perché questo libro è stato scritto, esiste, è “nostro”. Non c’è mai in questa cronaca fedele di secolo buio un pensiero di condanna, un accenno alle colpe: tutto è visto con la quiete di un pensiero dall’alto, e in questo nostro oscurissimo secolo nuovo sembra mostrare anche a noi una via di salvezza.
È un libro di guerra pacificante, un libro di Storia I cui protagonisti non “sono stati” ma “sono”, e così veri da poterne essere gelosi; un libro in cui il Vero è immanente, ti prende e non ti lascia andare, e quando hai poche pagine ancora, e sei triste perché pensi finisca, invece comincia.
Ho appena girato, purtroppo, l’ultima pagina del tuo scritto…
Ti dico solo che mi rattrista che i miei genitori non lo abbiano potuto leggere… ma non è detto…
Continuerò ad amare l’Isola e chi l’ha abitata, persone che vedevo quando i miei genitori portavano alla luce la sua storia, che ora hanno un nome grazie a te.
Continuiamo, tutti noi, a vivere sull’Isola.
Grazie per la fede e la voglia di rinascere…
seconda parte: Non so se il romanzo storico sia il genere letterario più difficile da scrivere. Probabilmente è il più pesante e impegnativo per lo scrittore (e famiglia, stando alle note dell’autore), non fosse che per la mole di lavoro, e non solo di scrittura, che comporta. Se questa è l’opera prima, è già sorprendente che l’oste sia arrivato vivo in fondo in tempi sostanzialmente brevi.
Non è detto che un “cacciaballe” sia anche capace di scriverle le sue balle, anzi. Mi viene in mente solo il Maestrone di Pavana che ci ha appena lasciato; ma i bei romanzi di quest’ultimo (tra l’altro scritti a quattro mani), non hanno lo spessore, la profondità, il “peso” del “Governo”. E Guccini con la penna ci sapeva fare.
Temevo un’opera autocelebrativa e autopromozionale dell’oste (non chiedere all’oste se il vino è buono). Non è così.
Non è un libro ideologico apologetico. E’ un libro di uno che ama l’amicizia che lo sostiene e che a partire da questo incontra tutto il mondo. Grande esempio.
A caldo.
Sorpresa.
E’ sorprendente che sia io arrivato in fondo a leggerlo: alla mia età, se non ne vale la pena, si lascia perdere e ci si addormenta. Secondo Pennac, il terzo diritto imprescrittibile del lettore è “le droit de ne pas finir un livre”. E io lo applico, implacabilmente.
Lettura avvincente e scrittura accessibile e non arzigogolata o cervellotica. Personaggi ben delineati, non idealizzati. Non ci sono buoni e cattivi ma uomini e donne reali. Trama di grande respiro. I riferimenti storici nel testo (necessari e spesso presentati con l’artificio narrativo di dialoghi o resoconti dei personaggi) superano quasi sempre la trappola della didascalicitá.
Caro oste, ho concluso oggi la lettura del tuo libro, ma mi sento ancora lezzenese del sesto secolo, e credimi è una sensazione molto profonda perché il tuo racconto tocca le corde più intime dell’essere umano, grazie
Questo avvincente romanzo mi ha permesso di guardare il meraviglioso paesaggio del Lario e di pensare ad alcuni luoghi visti in passato in una nuova prospettiva, riuscendo ad immaginare in modo vivido i personaggi con le loro vicende che lì, secondo il racconto, si sono svolte. E’ stato come se le antiche vestigia, le mura, le pietre e gli oggetti realmente esistenti si fossero messi a raccontare, nelle pagine del libro, la loro storia… questo aspetto è stato davvero emozionante!
Mi è piaciuto molto. Grazie all’autore perché, parlando di luoghi noti, fa luce su un periodo storico che conosco poco, ma soprattutto per la grande carica di speranza che porta…
Un libro, una storia tanto lontana ma pur presente nella magnifica stesura di questo libro egregiamente raccontata sulle rive del lago di Como nel 562 d.c. ultimo baluardo del grande impero romano. Le battaglie,gli amori,la bellezza dei luoghi ti affascinano in un susseguirsi di fatti che non ti permettono di fermati di leggere. Un capolavoro! Unico senza paragoni. Scritto meglio degli scrittori blasonati. Al suo esordio come scrittore auguro a Pietro Giuseppe Bazzoni un grande successo presente e futuro.
Ad ogni pagina cresce la Consapevolezza, la Gratitudine. Consapevolezza che allora come ora tutto dipende dal rapporto che abbiamo con Lui, quindi con i fratelli. Gratitudine per il grande amore che ha per noi e si manifesta nei modi più sorprendenti
Questo libro mi piace tantissimo! E’ scritto molto bene, profondo ed è assolutamente avvincente! Quando lo si legge non si vede l’ora di riprenderlo in mano! Per chi è nato sul lago di Como, poi, è facile scorgere vedute e luoghi noti! Grazie all’autore per averlo pensato e pubblicato! Imperdibile!
Il Governo del tempo, un libro scritto con l’anima, ognuno di noi in queste vicende è presente come protagonista è interprete! “
Un bellissimo romanzo che ho avuto l’onore di leggere in anteprima: imperdibile!