Marco Poeta

Marco Poeta nasce nel 1957 a Recanati, nelle Marche, cittadina che diede i natali al tenore Beniamino Gigli e al grande poeta Giacomo Leopardi.

Inizia a suonare la fisarmonica all’età di 4 anni e la chitarra a 5 (quest’ultima sarà strumento che non lascerà mai più),  il tutto da totale autodidatta perché tutt’oggi non conosce e tanto meno legge l’ortografia musicale.

Trascorre l’adolescenza musicale nelle balere; nella prima metà degli anni ’70 erano molto in voga. Suona in svariati night club proponendo sin da allora generi musicali particolarmente interessanti, interpretando con chitarra classica e voce la canzone napoletana antica, la bossa nova, autori come Bruno Martino e un po’ di Fado strumentale.

A 20 anni il suo rapporto con la bossa nova si intensifica. Di lì a breve si dedica interamente a questo genere musicale, specializzandosi chitarristicamente nello stile di Baden Powell e vocalmente alla maniera di Joao Gilberto. A quei tempi fu un pioniere, poiché in Italia la bossa nova era un genere decisamente poco conosciuto.

La bossa nova lo porta a collaborare con importanti jazzisti italiani di fama internazionale come Ares Tavolazzi (ex Area – basso), Giulio Capiozzo (ex Area – batteria), Ellade Bandini (batteria), Antonio Marangolo (sax), Jean-Luc Henriques (batteria), Alessio Urso (ex trio Irio de Paula), Tony Esposito, Franco D’Andrea (piano) e Michael Rosen (sax).

Con questi fantastici musicisti Marco Poeta percorre tutta la penisola italiana per innumerevoli esibizioni in club-jazz e festival.

Nel ’92 varca per la prima volta le soglie dei teatri italiani grazie a uno spettacolo musicale dal titolo “Dalla bossa nova al jazz”. Con lui ci sono i migliori musicisti del panorama italiano: Stefano Cerri al basso, Antonio Marangolo al sax, Franco Cerri alla chitarra ed Enrico Intra al piano.

Nel frattempo nasce una collaborazione con il poeta cantautore Sergio Endrigo, capo scuola della canzone d’autore italiana. La collaborazione con Endrigo consiste in un quinquennio di concerti durante i quali nasce una profonda amicizia che li legherà fino alla recente scomparsa del cantautore. Per merito di Endrigo – Poeta lo ha sempre riconosciuto – Marco conosce e frequenta Toquinho, Chico Buarque de Hollanda, in seguito Gilberto Gil e Caetano Veloso.

Nel 1996 Marco Poeta è con il grande maestro di bossa nova Baden Powell al festival di Musicultura a Recanati, coronando così un sogno. In seguito frequenta Baden Powell nella sua casa a Parigi, dove ha la possibilità di perfezionarsi nella tecnica chitarristica.
Questo rende Marco Poeta l’unico vero erede del grande maestro brasiliano.

In quegli anni non mancano collaborazioni al di fuori della bossa nova. Poeta si esibisce come chitarrista acustico con protagonisti della canzone d’autore quali Massimo Bubola, Ricky Gianco e Umberto Bindi.

Nel 1998 Marco Poeta si avvicina a un genere che, come accennato, ha sempre amato, ma mai interpretato per il proprio pubblico: il Fado.

Il Fado

Nel 1997 Marco Poeta collabora alla direzione artistica del Centro Studi Leopardiani di Recanati, incarico che ricopre tuttora. In quell’occasione promuove spettacoli di musica e poesia dal titolo “Notturni Leopardiani”. Questi si svolgono proprio nel cuore dei giardini del Colle dell’Infinito. Sono spettacoli di particolare fascino e di ricerca culturale di grande spessore, mai “polverosi”, piuttosto controcorrente, dove tutto poteva succedere.

Lo spettacolo sullo Zibaldone e le Operette morali, ideato dallo stesso Marco, riscuote un grande successo anche di critica. Tra gli attori figura Pippo Franco.
Realizza anche uno spettacolo dedicato ai Canti leopardiani, con attore Riccardo Cucciolla. Questo nasce come omaggio al dolce sentimento della tristezza leopardiana e fa “incontrare” sul palco la tristezza della poesia brasiliana di Vinicius de Moraes, la Saudade di Fernando Pessoa e naturalmente quella leopardiana.

Per quell’occasione Marco Poeta si cimenta in un progetto originale: sale sul palco insieme al maestro Fausto Cigliano, che si cimenta in canzoni napoletane del periodo della permanenza di Leopardi a Napoli, a Sergio Endrigo, che recita le poesie dell’amico Vinicius de Moraes, e a Francesco di Giacomo, voce del Banco del Mutuo Soccorso, che canta in portoghese il mondo lusitano di Pessoa.

Si tratta di progetti mirati a far conoscere al pubblico l’altra faccia della cultura poetica e musicale, una faccia spesso esclusa dai mass-media.

Nel 1998, in occasione del bicentenario della nascita di Giacomo Leopardi, Marco Poeta incide un album che raccoglie i Canti leopardiani recitati in lingua portoghese dal professor Antonio Fournier, consigliatogli dall’amico Antonio Tabucchi, con commenti musicali eseguiti con chitarra classica. In questa occasione Marco Poeta rispolvera il Fado.

Alla fine dello stesso 1998 Poeta presenta questo progetto niente di meno che a “Casa Pessoa”, a Lisbona, nel tempio della cultura poetica portoghese. Ottiene un grande successo, al punto che lo stesso assessore alla Cultura di Lisbona invita Poeta per un tour in Portogallo, programmandolo per l’anno successivo.

Nel 1998  si esibisce con la chitarra classica nelle città di Oporto, Lisbona e Coimbra. Durante il concerto di Lisbona al Museo del Fado di Alfama (quartiere storico di Lisbona che diede i natali al fado), Marco Poeta incontra il grande maestro della chitarra del fado: Antonio Chainho, presente tra il pubblico. Quel giorno nasce una grande stima tra i due e una sconfinata amicizia che continua anche oggi.

È il maestro Chainho a insegnare a Marco Poeta i primi rudimenti della Guitarra Portuguesa. “Come è possibile insegnare la guitarra portuguesa a Marco Poeta che non conosce la musica?” dice Antonio Chainho. Presto fatto: il maestro Chainho chiede di essere videoripreso mentre suona la guitarra portuguesa: questa registrazione di tre ore diventa il testo di studio dove Marco Poeta apprende le varie tecniche della mano destra. Marco dedica circa 10 ore al giorno per svariati anni allo studio di quel particolare quanto arduo strumento.

Il resto… è storia

Nel 2001 incide il suo primo album di fado con la guitarra portuguesa insieme al suo trio storico: è un album prettamente acustico, come vuole la tradizione fadista. Alla voce c’era la ventenne Elisa Ridolfi. Marco Poeta coinvolge anche Francesco Di Giacomo, che omaggiava il fado in lingua portoghese, ed Eugenio Finardi, che canta Amalia Rodrigues in italiano.

Il risultato è un album straordinario. In Italia mai nessuno fino ad allora aveva pensato al fado, al punto che Renzo Arbore attribuisce la paternità del fado italiano a Marco Poeta.

La tournée tocca tutt’Italia: teatri e piazze, chiostri e cortili. Gli italiani cominciano ad ascoltare il Fado, la musica dell’anima, e le testate giornalistiche dipingono Marco come il re del fado in Italia.

Nel 2003 tiene il primo importante concerto di Lisbona, all’interno della rassegna musicale al Casinò di Estoril dal titolo “A Quartas Do Fado”. In passerella i maggiori nomi del fado portoghese. Marco Poeta esibisce le sue doti di virtuoso davanti all’incredulo pubblico portoghese: per i Lusitani è quasi impossibile che un non portoghese possa suonare così bene la loro amata guitarra portuguesa.

In Portogallo Marco Poeta, riconosciuto fadista, inizia scambi culturali fra Portogallo e Italia, con i più  grandi nomi del fado del mondo. Possiamo citare: Argentina Santos (83 anni, fadista tradizionale), Tina Santos, Pedro Lisboa, Maria Armanda, Ana Moura, Rachel Tavares e gli stessi musicisti (oggi ottantenni) della grande Amalia Rodrigues: Joel Pina, Maria José Nobrega, Jorge Fernando e naturalmente il grande maestro Antonio Chainho.

Direttore artistico di svariati Festival Do Fado

Marco Poeta è stato più volte invitato dalle ambasciate portoghesi in Italia a rappresentare il Portogallo. Nel 2003 riceve il “Premio Massimo Troisi” per la divulgazione della cultura popolar-musicale portoghese in Italia e nel mondo.

Nel 2004 è all’isola di Madeira al teatro di Funchal con la scrittrice Dacia Maraini e il regista Roberto Faenza. Nel 2005 al famoso teatro Sao Luiz di Lisbona Marco Poeta presenta con Lucio Dalla “Il nostro fado” arrangiando le canzoni del popolare cantautore bolognese in chiave fadista.

Nel 2005 Marco Poeta è in teatro con Fausto Cigliano con uno spettacolo dal titolo “Saudade d’o core” da Napoli a Lisbona. Partecipa anche allo spettacolo “Mediterraneo e dintorni” che vede la voce di Peppe Servillo (Avion Travel) duettare con la guitarra portuguesa di Marco. La tournée fortunatissima viene ripresa anche da Rai1, e la canzone d’autore napoletana diventa quasi fado.

Con Lucio Dalla, Poeta appare in televisione più volte e calca teatri come lo Strehler di Milano.

Nel 2006 esce in tutte le librerie del Portogallo un libro antologico sulla storia del fado da Amalia Rodrigues a oggi. Si chiama O futuro da saudade e dedica un intero capitolo a Marco Poeta, annoverandolo tra i grandi guitarristi della storia del fado.

Al Meeting di Rimini del 2008 Marco Poeta compone le musiche per lo spettacolo inaugurale dal titolo “La Straniera”, tratto dall’opera di T. S. Eliot I Cori da “La Rocca”, musicandone persino i testi originali in lingua inglese. Durante la stessa edizione del Meeting tiene uno straordinario concerto di fado insieme ai grandi nomi portoghesi e a celebri voci della canzone d’autore italiana.

Lo spettacolo La Straniera” scrittura nomi di spicco del teatro italiano: a Padova nella cappella degli Scrovegni Massimo Dapporto, al teatro Derby di Milano Lucrezia Lante della Rovere, a Fabriano Alessandro Preziosi e infine nella sua Recanati Giancarlo Giannini.

Attualmente sta girando i teatri italiani con Carlo Delle Piane, attore feticcio di Pupi Avati.

Artista molto eclettico e caratterizzato da un estro musicale senza confini, Poeta sta lavorando a un progetto molto ambizioso: interpretare con la sua chitarra acustica a 12 corde brani ispirati al Cinquecento inglese da lui stesso composti.

Nel fragoroso silenzio di Dio, il suo primo disco come autore e interprete, è l’esito di un «cammino che ha portato Marco a un faccia a faccia con l’ultimo mistero della vita», «un lungometraggio di introspezione e suoni in cui i suggeritori e le influenze sono nomi e generi ricchi di autentica passione umana e religiosa, da Thomas Merton ai Caraibi, da Ry Cooder agli chansonnier, dal blues a Fabrizio De André» (Walter Gatti).

Autore

Nel fragoroso silenzio di Dio

Il CD che segna la svolta artistica del chitarrista recanatese Marco Poeta. «Adesso, nel pieno della mia maturità professionale e anagrafica, ho trovato il coraggio di dire chi sono, da dove vengo, dove affondano le mie …

Video

Marco Poeta esegue Piazza Grande di Lucio Dalla

Marco Poeta e il suo fado impegnati nella cover di “Piazza Grande” di Lucio Dalla.

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Il servizio sul concerto di Marco Poeta a Ostra Vetere (AN)

Il concerto si è tenuto in occasione del Congresso Eucaristico Nazionale di Ancona.

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Marco Poeta ospite del concerto di Riro Maniscalco

Marco Poeta ospite speciale al concerto di Maurizio “Riro” Maniscalco al Teatro QT8 di Milano (2010).

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Marco Poeta al Meeting di Rimini

Protagonista dello spettacolo “O Fado… l’anima e la musica”.

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Marco Poeta suona con Lucio Dalla a Lisbona

Marco Poeta e la sua guitarra portuguesa accompagnano Lucio Dalla nel concerto fadista del 23 aprile 2005 al teatro Sao Luiz di Lisbona.

«Senza Marco Poeta – ha dichiarato Dalla al termine, entusiasta – non sarei mai stato qui, non avrei conosciuto questo Portogallo. Il fado sì l’ho sempre avuto nel cuore e l’ho sempre amato e addirittura usato quando ho scritto delle canzoni. Penso a “La casa in riva al mare” o a “Sulla rotta di Cristoforo Colombo”».

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Appuntamenti

Concerto di Marco Poeta al Congresso Eucaristico Nazionale

5 settembre 2011
Foro Annonario
Senigallia (AN)

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