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	<title>Itaca Edizioni</title>
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		<title>Il coraggio di sostenere la speranza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara, Redazione Itaca]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2020 16:39:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Confartigianato]]></category>
		<category><![CDATA[contagio della speranza]]></category>
		<category><![CDATA[Eugenio Dal Pane]]></category>
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		<category><![CDATA[Vittadini]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una sala con 150 persone ha accolto martedì 14 luglio all&#8217;Hotel Donatello di Imola , <strong>Michele Brambilla,</strong> direttore di QN – Il Resto del Carlino, <strong>Amilcare Renzi</strong>, segretario metropolitano di Confartigianato, <strong>Giovanni Mosciatti</strong>, vescovo di Imola, <strong>Eugenio Dal Pane</strong>, presidente della casa editrice Itaca, e <strong>Giorgio Vittadini</strong>, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, relatori dell&#8217;evento<strong> &#8220;Il contagio della speranza&#8221;</strong>.</p>
<p>Una serata voluta da Confartigianato Bologna Metropolitana e Itaca per trasmettere da cuore a cuore la speranza, specialmente nel mondo produttivo del Paese, per rispondere al clima di sfiducia che si sta diffondendo. <strong>Punto di partenza il libro pubblicato dalla nostra casa editrice, &#8220;Il contagio della speranza&#8221;</strong> che contiene le parole con cui papa Francesco ha guidato il popolo a lui affidato durante i giorni più duri della pandemia.</p>
<h4></h4>
<h4><strong>Dalla paura ad una gioia insolita</strong></h4>
<p>«Quando è incominciato tutto ero molto impaurito da ciò che stava accadendo. Man mano che il tempo passava mi rendevo conto che <strong>la paura frena, rende incapaci di agire</strong>» ha affermato Eugenio Dal Pane «fino a quel 27 marzo. <strong>Ho visto in papa Francesco un uomo partecipe della sofferenza della gente e che la presentava a Dio</strong>. Lì ho capito che la speranza sta proprio in questo: nel fatto che Dio non ci abbandona mai. Così <strong>la paura ha lasciato il posto ad una gioia insolita che ha rimesso in moto me e, di conseguenza, i miei collaboratori.</strong> Questa è la responsabilità del mondo del lavoro oggi: c<strong>ostruire partendo dalla certezza di una positività</strong>».</p>
<h4></h4>
<h4><strong>Il momento della solidarietà</strong></h4>
<p>«Credo che questo sia il <strong>momento della solidarietà sociale</strong> tra individui, tra imprese, tra stati» ha aggiunto mons. Mosciatti nel suo intervento «a testimonianza che anche nel dramma c&#8217;è una possibilità di bene. Ascoltando il papa, io, come tantissime altre persone che lo hanno seguito in modo particolare durante il lockdown, mi sono posto la domanda &#8220;<strong>cosa è veramente essenziale? Cosa può aiutarci al fondo?</strong>&#8221; da lì bisogna ripartire. Io credo che <strong>per poter costruire occorre farlo insieme, aiutarci vicendevolmente a vivere anche nel lavoro e nelle cose da fare</strong>».</p>
<h4></h4>
<h4><strong>Riscoprire il valore della comunità</strong></h4>
<p>«Nei mesi dell&#8217;emergenza sanitaria accanto agli angeli della sanità ci sono stati tanti piccoli imprenditori che hanno assicurato ciò di cui c&#8217;era bisogno» ha affermato Amilcare Renzi «<strong>La ragione d&#8217;esistere dell&#8217;impresa è proprio questa: fare un lavoro ben fatto e utile per la comunità</strong>. L&#8217;artigiano svolge una funzione sociale nella comunità. Io credo serva un grande abbraccio tra il grande e il piccolo affinché si possa ricostruire insieme, <strong>raggiungere insieme il benessere attraverso il lavoro duro, nobile, premiante</strong> e non speculativo. Occorre <strong>valorizzare i ragazzi</strong>, affinché rimangano a costruire sul territorio. Solo così si potrà creare un futuro sostenibile e innovativo. È una questione di <strong>responsabilità collettiva</strong>».</p>
<h4></h4>
<h4><strong>La speranza è ciò che regge davanti all&#8217;imprevisto</strong></h4>
<p>«<strong>La speranza è la certezza di un bene futuro che non vedi ma che sei sicuro che c&#8217;è. È ciò che regge davanti all&#8217;imprevisto</strong>» ha aperto il suo intervento in questo modo il prof. Giorgio Vittadini. «L&#8217;imprevisto può essere un bene per chi ha speranza, perché è grazie ad esso che molto spesso si crea ciò che prima non c&#8217;era. Questo anche perché <strong>c&#8217;è una bellezza nel cuore dell&#8217;uomo più grande di ogni paura e che fa venir fuori la capacità creativa</strong>». E, sulla stessa lunghezza d&#8217;onda degli altri relatori, il professor Vittadini ha affrontato il tema del &#8220;creare insieme&#8221;: «non è l&#8217;egoismo che porta al benessere collettivo, ma il mettersi insieme. <strong>Le persone hanno come dimensione l&#8217;essere insieme, specialmente in Italia, un paese povero di materie prime ma ricco di socialità. Dobbiamo recuperare queste radici, recuperare il cuore. Se si dimentica il cuore si è disperati anche nella ricchezza</strong>».</p>
<h4></h4>
<h4><strong>Le parole del papa come traccia per il futuro</strong></h4>
<p>«Il libro che ho pubblicato ha proprio la funzione di <strong>non dimenticare quello che è accaduto, le domande che la circostanza del Covid ha fatto emergere, che ci hanno mostrato dove poggia la nostra vita e la nostra speranza</strong>» ha ripreso Dal Pane «Io penso che <strong>le parole del papa siano da tenere come traccia per il futuro</strong>. Abbiamo una grande opportunità: lavorare per la nostra felicità e per il bene di tutti. Questo può essere <strong>l&#8217;inizio di un mondo nuovo</strong>».</p>
<h4></h4>
<h4><strong>Salvare il seme della speranza</strong></h4>
<p>«Quando qualcosa ci viene tolto ne scopriamo il valore. I<strong>l Cristianesimo ha avuto una parola decisiva in questa situazione</strong>» ha fatto eco il vescovo di Imola «abbiamo realmente scoperto il cuore di ciò che ci fa realmente vivere. <strong>La fede, la vita e la speranza è ciò che ci fa realmente vivere e sono il bene da preservare, così come il contadino nella circostanza avversa salva il seme</strong>».</p>
<h4></h4>
<h4><strong>La partita dei territori</strong></h4>
<p>Netta la conclusione di Renzi: «Oggi dobbiamo diffondere speranza per raccogliere fiducia. <strong>Occorre giocare la partita dei territori, della comunità</strong>. Stando assieme realmente, cominciando a ritrovarsi a rifrequentarsi si esce meglio dai momenti di difficoltà e si può ricostruire. Ed è essenziale rendere i ragazzi protagonisti della ripartenza».</p>
<h4></h4>
<h4><strong>Avere gli occhi della tigre</strong></h4>
<p>La chiosa è lasciata a Giorgio Vittadini: «Noi italiani eravamo leader in un mondo piccolo, ora siamo piccoli in un mondo grande. E ci siamo seduti a lamentarci. <strong>Dobbiamo muoverci, cambiare, altrimenti saremo morti. Bisogna lavorare e farlo meglio. L&#8217;imprevisto ci costringe ad avere &#8220;gli occhi di tigre&#8221;, a ricominciare, a non vivere di rendita. La povertà che incombe ci può aiutare a ricominciare a correre, a vivere, a far fatica. Come dicev</strong><strong>a don Giussani: &#8220;<em>Che coraggio ci vuole a sostenere la speranza degli uomini</em>!&#8221;</strong>».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto della serata Mauro Monti &#8211; Rizomedia</p>
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<p>&nbsp;</p>
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<p><a href="https://www.itacaedizioni.it/wp-content/uploads/2020/07/img-CON20200714-EVENTO-HOTEL-DONATELLO-14-luglio-IL-CONTAGIO-DELLA-SPERANZA-21-scaled-1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-27571" src="https://www.itacaedizioni.it/wp-content/uploads/2020/07/img-CON20200714-EVENTO-HOTEL-DONATELLO-14-luglio-IL-CONTAGIO-DELLA-SPERANZA-21-scaled-1-260x173.jpg" alt="" width="260" height="173" srcset="https://www.itacaedizioni.it/wp-content/uploads/2020/07/img-CON20200714-EVENTO-HOTEL-DONATELLO-14-luglio-IL-CONTAGIO-DELLA-SPERANZA-21-scaled-1-260x173.jpg 260w, https://www.itacaedizioni.it/wp-content/uploads/2020/07/img-CON20200714-EVENTO-HOTEL-DONATELLO-14-luglio-IL-CONTAGIO-DELLA-SPERANZA-21-scaled-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.itacaedizioni.it/wp-content/uploads/2020/07/img-CON20200714-EVENTO-HOTEL-DONATELLO-14-luglio-IL-CONTAGIO-DELLA-SPERANZA-21-scaled-1-150x100.jpg 150w, https://www.itacaedizioni.it/wp-content/uploads/2020/07/img-CON20200714-EVENTO-HOTEL-DONATELLO-14-luglio-IL-CONTAGIO-DELLA-SPERANZA-21-scaled-1-768x512.jpg 768w, https://www.itacaedizioni.it/wp-content/uploads/2020/07/img-CON20200714-EVENTO-HOTEL-DONATELLO-14-luglio-IL-CONTAGIO-DELLA-SPERANZA-21-scaled-1-1536x1024.jpg 1536w, https://www.itacaedizioni.it/wp-content/uploads/2020/07/img-CON20200714-EVENTO-HOTEL-DONATELLO-14-luglio-IL-CONTAGIO-DELLA-SPERANZA-21-scaled-1.jpg 1800w" sizes="(max-width: 260px) 100vw, 260px" /></a><a href="https://www.itacaedizioni.it/wp-content/uploads/2020/07/img-CON20200714-EVENTO-HOTEL-DONATELLO-14-luglio-IL-CONTAGIO-DELLA-SPERANZA-58-scaled-1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-27575" src="https://www.itacaedizioni.it/wp-content/uploads/2020/07/img-CON20200714-EVENTO-HOTEL-DONATELLO-14-luglio-IL-CONTAGIO-DELLA-SPERANZA-58-scaled-1-260x173.jpg" alt="" width="260" height="173" srcset="https://www.itacaedizioni.it/wp-content/uploads/2020/07/img-CON20200714-EVENTO-HOTEL-DONATELLO-14-luglio-IL-CONTAGIO-DELLA-SPERANZA-58-scaled-1-260x173.jpg 260w, https://www.itacaedizioni.it/wp-content/uploads/2020/07/img-CON20200714-EVENTO-HOTEL-DONATELLO-14-luglio-IL-CONTAGIO-DELLA-SPERANZA-58-scaled-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.itacaedizioni.it/wp-content/uploads/2020/07/img-CON20200714-EVENTO-HOTEL-DONATELLO-14-luglio-IL-CONTAGIO-DELLA-SPERANZA-58-scaled-1-150x100.jpg 150w, https://www.itacaedizioni.it/wp-content/uploads/2020/07/img-CON20200714-EVENTO-HOTEL-DONATELLO-14-luglio-IL-CONTAGIO-DELLA-SPERANZA-58-scaled-1-768x512.jpg 768w, https://www.itacaedizioni.it/wp-content/uploads/2020/07/img-CON20200714-EVENTO-HOTEL-DONATELLO-14-luglio-IL-CONTAGIO-DELLA-SPERANZA-58-scaled-1-1536x1024.jpg 1536w, https://www.itacaedizioni.it/wp-content/uploads/2020/07/img-CON20200714-EVENTO-HOTEL-DONATELLO-14-luglio-IL-CONTAGIO-DELLA-SPERANZA-58-scaled-1.jpg 1800w" sizes="(max-width: 260px) 100vw, 260px" /></a></p>
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		<title>Papa Francesco e &#8220;Il contagio della speranza&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara, Redazione Itaca]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2020 14:56:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Mosciatti]]></category>
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		<category><![CDATA[speranza]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con la tempesta della pandemia di Covid-19, p<strong>er la prima volta tutta l&#8217;umanità si è trovata sulla stessa barca</strong> e ha guardato il Papa &#8211; credenti e non credenti &#8211; attendendo da lui una parola che potesse rischiarare le tenebre. <strong>Papa Francesco ha raccolto su di sé questo grido.</strong> Come pastore che guida il suo gregge, come pontefice, ponte tra Dio e l&#8217;umanità, ha messo davanti ad esso la domanda di Gesù «Perché avete paura? Non avete ancora fede?». Ha così donato in tutto questo tempo, parole che hanno accompagnato e sostenuto nei momenti speciali di preghiera, durante i Regina Caeli, così come durante la messa mattutina in Santa Marta, il popolo a lui affidato.</p>
<h5></h5>
<h5><strong>Solo con Dio &#8220;andrà tutto bene&#8221;</strong></h5>
<p>Con estremo realismo non ha nascosto la gravità dei problemi, ma non ha ceduto alla paura né al fragile ottimismo dell'&#8221;andrà tutto bene&#8221; e ha fatto risuonare l&#8217;annuncio cristiano nei suoi termini essenziali: la fede in Cristo come sicuro fondamento su cui edificare la vita e le opere. Perché solo Dio sa trasformare il male in bene, togliere la pietra dai sepolcri».</p>
<h5></h5>
<h5><strong>Il contagio della speranza</strong></h5>
<p>Proprio per non disperdere questo grande tesoro, Itaca Edizioni pubblica <em><strong>Il contagio della speranza </strong></em>(a cura di <strong>Eugenio Dal Pane</strong>, con la prefazione di <strong>S.E. Mons. Giovanni Mosciatti</strong>, vescovo di Imola). Un libro «nato dall&#8217;attrattiva destata dalla testimonianza di Francesco e<strong> dal desiderio che la speranza che lui ha trasmesso al mio cuore» scrive il curatore nell&#8217;introduzione «possa contagiare il cuore di tanti altri</strong>.</p>
<h5></h5>
<h5><strong>Un&#8217;enciclica nata sul campo</strong></h5>
<p>Per questo Eugenio Dal Pane ha riportato nel libro il lavoro da lui svolto sui testi del Papa. «Titoli, introduzioni, suddivisione dei testi in paragrafi, focalizzazione di alcune parole e temi che mi hanno aiutato a cogliere più in profondità quella che a me è parsa una sorta di &#8220;<strong>enciclica&#8221; della speranza, nata sul campo, di cui abbiamo bisogno per riprendere il cammino</strong>, come un &#8220;compagno di viaggio&#8221; al quale guardare e di cui riascoltare le parole perché anche il nostro cuore arda e possiamo contribuire a costruire un pezzo di mondo rinnovato».</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.itacaedizioni.it/2020/papa-francesco-e-il-contagio-della-speranza/">Papa Francesco e &#8220;Il contagio della speranza&#8221;</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.itacaedizioni.it">Itaca Edizioni</a>.</p>
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		<title>In dialogo con la scrittrice Giorgia Coppari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara, Redazione Itaca]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Feb 2020 14:26:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Coppari]]></category>
		<category><![CDATA[La promessa]]></category>
		<category><![CDATA[presentazione libri]]></category>
		<category><![CDATA[scuole]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.itacaedizioni.it/2020/in-dialogo-con-la-scrittrice-giorgia-coppari/">In dialogo con la scrittrice Giorgia Coppari</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.itacaedizioni.it">Itaca Edizioni</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Nei giorni scorsi la nostra autrice, Giorgia Coppari, ha incontrato i ragazzi dell&#8217;<span class="_5yl5">Istituto Comprensivo &#8220;E. Mestica&#8221; di Cingoli , scuola secondaria di primo grado, classi 2D e 2C,</span> che, grazie all&#8217;iniziativa della professoressa Patrizia Marchegiani, hanno letto il primo romanzo della scrittrice marchigiana, <em>La Promessa</em>.</h3>
<h3>Tra studenti e autrice è scaturito un dialogo molto intenso e vero, che ha condotto i ragazzi a paragonarsi con Luigi, il giovane protagonista dell&#8217;avventura narrata da Giorgia, di cui presto uscirà un nuovo libro.</h3>
<p>Riportiamo di seguito uno stralcio dell&#8217;intervento della nostra autrice:</p>
<p>«La “promessa” non è solo quella che Luigi, il protagonista del romanzo, fa a Barbara. <strong>La promessa è la vita intera</strong>.</p>
<p>Nella pagina finale del libro ho scelto di mettere questa citazione di Cesare Pavese: “Qualcuno ci ha mai promesso qualcosa? E allora, perché attendiamo?”.</p>
<div class="text_exposed_show">
<p><strong>Nessuno ci ha promesso niente. Ma allora perché viviamo la nostra vita come una continua attesa?</strong> Attendiamo il weekend, la fine della scuola, l’arrivo di una persona cara, l’amore. <strong>Attendiamo un compimento</strong>.<br />
Io ho 59 anni, ho vissuto tante cose, ho figli, nipoti, sono vedova e ho vissuto persino la fine di un amore… l’unico grande amore della mia vita!<br />
<strong>Eppure ancora attendo&#8230;</strong><br />
Attendo un compimento.</p>
<p>Tra poco arriverà la Primavera, sappiamo che arriverà. Piantiamo un seme e sappiamo che nascerà una piantina, vediamo un pancione… <strong>Attendiamo, attendiamo sempre qualcosa</strong>…</p>
<p><strong>Viviamo la vita come una promessa di un Bene</strong>. Poi magari restiamo delusi…</p>
<p>C’è di mezzo l’attesa di qualcosa che si compia, nella vita di Luigi, protagonista del romanzo. Quando ha raggiunto tutti i suoi obiettivi, lui ancora non è contento e questa domanda la rivolge alla vita: “Io ho mantenuto tutte le mie promesse, ho lasciato casa per studiare, ho ottenuto il lavoro che volevo, ho sposato Barbara… <strong>ma tu, vita, quando compirai la tua promessa?</strong>”</p>
<p>In fondo è la stessa domanda che fa Leopardi in “A Silvia”: “Oh Natura natura, perché non rendi poi quel che prometti allor?”</p>
<p><strong>Questa è la grande domanda.</strong></p>
<p>La letteratura è sempre un tentativo di rispondere all’interrogativo posto con estrema chiarezza da Guy de Maupassant: “Che cosa possiamo dire di questa vita nella quale siamo entrati senza averlo chiesto e dalla quale dovremo uscire senza volerlo?”.</p>
<p><strong>Non abbiamo scelto niente. Ma la domanda c’è!</strong></p>
<p>Quel senso di desiderio di Buono, di Bellezza non lo soffocate mai ragazzi!<br />
Non abbiamo bisogno di scarpe nuove, dell’ultimo modello di cellulare: <strong>ci sono altri bisogni che, se soffochiamo, siamo infelici! Quei desideri che sono di Amore, di Bellezza, di Giustizia</strong>».</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>François-Xavier Bellamy in Italia</title>
		<link>https://www.itacaedizioni.it/2020/francois-xavier-bellamy-in-italia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara, Redazione Itaca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Feb 2020 15:00:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Bellamy]]></category>
		<category><![CDATA[Cimora]]></category>
		<category><![CDATA[DE Gasperi]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A CAUSA DELLE ORDINANZE IN MERITO AL CORONA VIRUS GLI EVENTI DI MILANO E FERRARA SONO STATI ANNULLATI. L&#8217;EVENTO DI ROMA SI TERRA&#8217; A PORTE CHIUSE.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Un tour che toccherà diverse città italiane: da Roma a Milano passando per Ferrara. Questo è ciò che attende François-Xavier Bellamy dal 26 al 29 febbraio</strong>. Un personaggio molto noto in Francia: intellettuale, scrittore, politico ma prima di tutto insegnante di filosofia, attualmente è parlamentare europeo.<br />
Al centro degli appuntamenti italiani di Bellamy l&#8217;analisi del tempo in cui viviamo e il tema educativo, tanto cari al professore francese autore dei libri &#8220;Demeure&#8221; e “Les déshérités, ou l’urgence de trasmettre”, pubblicati in Italia dalla nostra casa editrice (<em>I diseredati. Ovvero l’urgenza di trasmettere</em>, 2016 &#8211; <em>Dimora, Per sfuggire all&#8217;era del movimento perpetuo</em>, 2019). Due testi coraggiosi in cui <strong>denuncia la profonda crisi di identità che sta travolgendo la nostra epoca e che «priva i giovani di una ragione per cui impegnarsi»</strong> e in cui <strong>individua nell’ideologia del movimento, cuore dell’utopia moderna, la causa della fragilità e della crisi di significato che colpisce l’Occidente</strong>.</p>
<h5><strong>I diseredati</strong></h5>
<p>Nel libro dedicato al tema dell&#8217;educazione, infatti, partendo dalle riflessioni dei tre filosofi Cartesio, Rousseau e Bordieu, <strong>Bellamy individua le origini di alcuni pilastri dell’attuale crisi educativa</strong> come l’idea di docente come facilitatore, la condanna della lezione frontale, dell’apprendimento mnemonico, della fatica dello studio, la sfiducia in ogni forma di autorità, per poi proporre una via per rifondare la trasmissione.<br />
«<strong>Quello che è meraviglioso nell’insegnamento</strong>» afferma il professor Bellamy «<strong>è vedere come</strong> – grazie all’incontro che un professore può proporre, malgrado tutti i suoi limiti – <strong>gli alunni possano scoprire se stessi</strong>. La più bella esperienza è quella di una fecondità, di ciò che io chiamo “mediazione” che costituisce la cultura e che ci permette di <strong>aprire gli occhi sulla nostra vita e sulla nostra libertà.</strong> Senza mediazione non si sviluppa l’umano. <strong>È attraverso l’incontro con ciò che un altro ti trasmette che compi la tua umanità.</strong> E siamo tutti su questo cammino. Non è che crescendo non si ha più bisogno di mediazione: incontrarsi e scoprirsi è possibile solo tramite questa esperienza, proprio perché paradossalmente ci fa uscire da noi stessi».</p>
<h5><strong>Dimora</strong></h5>
<p>Nel libro uscito pochi mesi fa in Italia, affrontando i temi dell’i<strong>nnovazione, della trasformazione, del rinnovamento come imperativo della modernità, il filosofo francese arriva ad individuare in essi la ragione della perdita di senso che caratterizza la nostra epoca.</strong></p>
<p><em>«Una riflessione autentica sul bisogno che ciascuno di noi ha di tornare a casa, dove trovare quella certezza senza la quale ogni nostra nuova avventura sarebbe vana»</em> l&#8217;ha definita <strong>Lorenzo Malagola</strong>, segretario generale della  Fondazione De Gasperi, che accompagnerà il professor Bellamy nella sua tournée italiana.</p>
<p><strong>Senza timore di andare controcorrente</strong> rispetto al pensiero dominante del relativismo che ha stabilito la regola secondo cui nessuna verità è mai raggiungibile, del vitalismo che rende impensabile l’idea di bene comune e per il quale i confini, le culture, le tradizioni e le religioni sono considerati come ostacoli alla traiettoria della nostra libertà individuale, del progressismo che vede nel movimento perpetuo il fine delle azioni umane, <strong>Bellamy riconosce in tutto questo la genesi del transumanesimo, delle grandi migrazioni, della teoria del genere e della mercificazione di ogni cosa.</strong></p>
<h5><strong>Ritrovare la dimora</strong></h5>
<p><strong>Cosa spetta dunque all’uomo?</strong> Superare la violenza di questo flusso attraverso lo sforzo dell’intelligenza, d<strong>iscernere una verità verso la quale dirigere il proprio movimento</strong>. Accettare di abitare il mondo, dandosi però saldi punti di ancoraggio, p<strong>erché ciò che è più necessario all’uomo è, appunto, una dimora che non sia puramente un tetto, ma piuttosto un luogo “familiare” in cui ritrovare gli affetti e ritrovarsi.</strong></p>
<p><a href="https://www.itacaedizioni.it/eventi/">Scopri il dettaglio di tutti gli appuntamenti del tour italiano di François-Xavier Bellamy-&gt;</a></p>
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		<title>Dimora. Il nuovo libro di François-Xavier Bellamy</title>
		<link>https://www.itacaedizioni.it/2019/dimora-il-nuovo-libro-di-francois-xavier-bellamy/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara, Redazione Itaca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Sep 2019 13:37:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento perpetuo]]></category>
		<category><![CDATA[dimora]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[franòois Xavier Bellamy]]></category>
		<category><![CDATA[i diseredati]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[movimento]]></category>
		<category><![CDATA[saggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>«</strong>In un mondo che ha fatto del movimento un imperativo universale, mi è sembrato fondamentale mostrare lo squilibrio che si è venuto a creare in seguito alla dimenticanza della stabilità necessaria alla nostra vita. Ciò che rende possibile il movimento di ogni vita e le dona un senso è sempre ciò che permane». F.X. Bellamy</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h5><strong>Dopo il susccesso de &#8220;I diseredati&#8221; un nuovo libro</strong></h5>
<p><strong>Si intitola &#8220;Dimora&#8221; il nuovo libro del professor François-Xavier Bellamy</strong> che, dopo il successo de &#8220;I diseredati&#8221; (Itaca, 2016), torna nelle librerie italiane con un saggio in cui distilla in modo chiaro e rigoroso una riflessione sulle dinamiche del nostro tempo.</p>
<p>In queste pagine il professore francese analizza e <strong>individua nell&#8217;ideologia del movimento, cuore dell&#8217;utopia moderna, la causa della fragilità e della crisi di significato che colpisce l&#8217;Occidente</strong>. Affrontando i temi dell&#8217;innovazione, della trasformazione, del rinnovamento come imperativo della modernità, Bellamy arriva as individuare in essi la ragione della perdita di senso che caratterizza la nostra epoca.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><strong>La crisi di significato che colpisce l&#8217;Occidente</strong></h5>
<p>Senza timore di andare controcorrente rispetto al pensiero dominante del relativismo che ha stabilito la regola secondo cui nessuna verità è mai raggiungibile, del vitalismo che rende impensabile l&#8217;idea di bene comune e per il quale i confini, le culture, le tradizioni e le religioni sono considerati come ostacoli alla traiettoria della nostra libertà individuale, del progressismo che vede nel movimento perpetuo il fine delle azioni umane, Bellamy riconosce in tutto questo la genesi del transumanesimo, delle grandi migrazioni, della teoria del genere e della mercificazione di ogni cosa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><strong>Ritrovare la dimora</strong></h5>
<p><strong>Cosa spetta dunque all&#8217;uomo?</strong> Superare la violenza di questo flusso attraverso lo sforzo dell&#8217;intelligenza, d<strong>iscernere una verità verso la quale dirigere il proprio movimento</strong>. Accettare di abitare il mondo, dandosi però saldi punti di ancoraggio, p<strong>erché ciò che è più necessario all&#8217;uomo è, appunto, una dimora che non sia puramente un tetto, ma piuttosto un luogo &#8220;familiare&#8221; in cui ritrovare gli affetti e ritrovarsi</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><strong>Dalle prime pagine del libro</strong></h5>
<p><em>&#8220;Una riflessione autentica sul bisogno che ciascuno si noi ha di tornare a casa, dove trovare quella certezza senza la quale ogni nostra nuova avventura sarebbe vana&#8221;</em> Dalla presentazione di <strong>Lorenzo Malagola</strong>, segretario generale Fondazione De Gasperi.</p>
<p><em>&#8220;La metafora della famiglia quale luogo -termine della ricerca umana e del suo pressante e continuo bisogno di movimento resta il momento più bello dell&#8217;esistenza di ciascuno di noi. tutti siamo chiamati dalla vita a diventare piccoli grandi &#8220;eroi silenziosi&#8221; del reciproco quotidiano. In famiglia e non solo.&#8221;</em> Dalla prefazione di <strong>Gigi De Palo</strong>, presidente Nazionale del Forum delle Associazioni Familiari.</p>
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		<item>
		<title>Venezuela il popolo il canto il lavoro</title>
		<link>https://www.itacaedizioni.it/2019/venezuela-il-popolo-il-canto-il-lavoro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara, Redazione Itaca]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jul 2019 14:21:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Meeting di Rimini]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Un progetto a sostegno delle attività di <em>Trabajo y Persona</em> per promuovere il valore del lavoro e la dignità della persona in Venezuela. Sarà lanciato al Meeting di Rimini con un concerto e due incontri.</h2>
<p><strong>I trent&#8217;anni di attività di Itaca e i dieci anni dell&#8217;associazione venezuelana<em> Trabajo y Persona</em></strong> sono diventati occasione per un progetto dall&#8217;alta valenza culturale. Quello che ci accomuna è il desiderio di <strong>promuovere la bellezza e il lavoro come strada per la ricostruzione del cuore dell&#8217;uomo</strong>: nasce così &#8220;<strong>Venezuela il popolo il canto il lavoro</strong>&#8220;, un libro accompagnato da un cd di canti venezuelani sul lavoro edito da Itaca, in uscita al Meeting di Rimini e il cui ricavato sarà devoluto a sostegno dei progetti di formazione-lavoro di <em>Trabajo y Persona</em>.</p>
<p>Di fronte alla grande crisi economica, sociale e politica che ha colpito il Paese, che per molti rende difficile la sopravvivenza stessa, <em>Trabajo y Persona</em> ha messo al centro la persona come prima fondamentale risorsa per il Paese, <strong>offrendo opportunità di educazione al lavoro nelle zone più povere del Venezuela</strong>, in modo che ognuno potesse mettere a frutto i propri talenti e trarre da essi il necessario per vivere, scoprendo sé stesso e contribuendo al bene di tutti.</p>
<p>Portando avanti questo lavoro, Alejandro Marius, presidente di <em>Trabajo y Persona</em>, e i suoi amici e collaboratori, si sono resi conto che per ricostruire il Paese non basta solo un buon governo, una società civile organizzata, molti e bravi imprenditori, professionisti e persone appassionate delle varie attività produttive, ma è necessario diffondere cultura e bellezza. <strong>Per ricostruire un Paese è necessario ricostruire la persona.</strong></p>
<p>Da ciò e grazie all&#8217;incontro con Francisco, un giovane musicista jazz, è sorto questo progetto volto a recuperare il valore della muusica del lavoro venezuelano. Il progetto ha coinvolto musicisti, artisti e personalità venezuelane di altissimo livello provenienti da diverse esperienze religiose e da culture e ideali differenti, guidati dal famoso musicista e compositore venezuelano <strong>Aquiles Báez.</strong></p>
<p>Così, grazie alla partnership con Itaca in Italia e alla collaborazione con CDO, CDO Opere Sociali e di Venezuela. Persona e lavoro onlus, è nato un libro con cd di canti venezuelani che hanno come filo rosso l&#8217;esperienza del lavoro come nesso con sé stessi, con l&#8217;altro e con il bene del mondo.</p>
<p>Un progetto dalla grande portata culturale non solo per i venezuelani ma per tutti, poiché &#8220;scoprire il valore di ogni persona e del suo lavoro è la strada che fa fiorire il bene comune&#8221;.</p>
<p>Il prodotto uscirà al Meeting di Rimini e sarà lanciato da 3 importanti eventi:</p>
<ul>
<li><strong>VEDENDO, CREIAMO</strong>. <strong> Incontrarsi in Venezuela attorno alla bellezza.</strong><br />
incontro con <strong>Aquiles Baez</strong> e <strong>Francisco </strong><strong>Josè Sanchez</strong>, Musicisti Venezuelani. Introduce <strong>Monica Poletto</strong>, Cdo Opere Sociali.<br />
<strong>Martedì 20 agosto, ore 12 &#8211; Arena CdO for Innovation D3</strong></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li><strong>VENEZUELA il popolo il canto il lavoro</strong><br />
Concerto a cura di <strong>Trabajo y Persona</strong>. Canti della tradizione venezuelana legati al mondo del lavoro, con il coordinamento di <strong>Francisco José Sanchéz</strong> e la direzione artistica del musicista <strong>Aquiles Báez</strong>.<br />
<strong>Giovedì 22 agosto, ore 22 &#8211; Open Arena Illumia (piscine ovest)</strong></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li><strong>IL BENE COMUNE: TESTIMONIANZE DAL VENEZUELA</strong><br />
con <strong>José Manuel “Chema” Colmenarez</strong>, Direttore della Clinica ONG (Oidos, Nariz y Garganta), Barquisimeto; <strong>Carlos Franceschi</strong>, Imprenditore produttore di Cacao e cioccolato, Venezuela; <strong>Alejandro Marius</strong>, Fondatore dell’Associazione Trabajo y Persona. Introduce <strong>Monica Poletto</strong>, Cdo Opere Sociali.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il ricavato dell&#8217;opera sarà destinato a sostenere l&#8217;attività di <em>Trabajo y Persona</em></strong> per accompagnare più di mille giovani e donne che vogliono rimanere in Venezuela grazie al frutto del loro lavoro e continuare così la ricostruzione del loro Paese.</p>
<p>Ulteriori informazioni sono reperibili su <a href="https://www.itacaedizioni.it/trabajo-y-persona-itaca-venezuela/">www.itacaedizioni.it/trabajo-y-persona-itaca-venezuela/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il Premio ParmaPoesia va a &#8220;La firma segreta&#8221; di Franco Casadei</title>
		<link>https://www.itacaedizioni.it/2019/premio-parma-poesia-va-la-firma-segreta-franco-casadei/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara, Redazione Itaca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jun 2019 11:04:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Casadei]]></category>
		<category><![CDATA[la firma segreta]]></category>
		<category><![CDATA[parma poesia]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[poeta]]></category>
		<category><![CDATA[poeti]]></category>
		<category><![CDATA[premio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Ennesimo riconoscimento per il libro &#8220;La firma segreta&#8221; di Franco Casadei: qualche giorno fa, infatti, il poeta di Cesena ha conquistato il primo posto assoluto del Premio ParmaPoesia 2019. Si tratta del dodicesimo premio in tre anni per questo intenso libro di poesia.</h3>
<p>Il premio è stato assegnato con questa motivazione: &#8220;Di una sensibilità profonda è intrisa tutta l&#8217;opera &#8220;La firma segreta&#8221;. Il poeta si interroga sulla trama del destino e si chiede: <em>È il caso?/O una mano misteriosa che tesse il tuo cammino?/ Enigma irrisolto&#8230; / la firma segreta che sta dentro le cose.&#8221;</em></p>
<p>C&#8217;è dunque un <em>enigma</em> entro il quale l&#8217;autore si avventura nel tentativo di percepirne la profondità. <strong>La poesia ha il potere anagogico di prenderci per mano e condurci fino alla soglia del mistero</strong>, che proprio perché tale, non può essere svelato, ma solo appena rischiarato per ritornare poi nel suo segreto insondabile.</p>
<p>Una mano misteriosa <em>&#8220;tesse il cammino&#8221;</em> lo segna; <strong>in fondo, tutta la vita è un viaggio, un cammino in cerca di quella misteriosa mano che si tende verso di noi, ci guida e firma il libro della vita</strong>.</p>
<p>È una <em>&#8220;sorda malinconia&#8221; </em>quella che si accompagna, è questo un tempo di <em>&#8220;anime arrese&#8221;</em>: poesia amara, dolente, che trova ispirazione nella miseria degli ultimi, dei diseredati, dei piccoli, degli abbandonati, che si interroga sul perché della sofferenza degli innocenti, sul dolore, sulla morte&#8230;</p>
<p>Compare il <em>&#8220;male di vivere&#8221;</em> di Montale, con l&#8217;inevitabile distacco e con l&#8217;indifferenza che <em>&#8220;non è un reato/ però corrode il nostro stare insieme/ questo vivere, in fondo, per sé soli&#8221;</em>. Vivere &#8220;per sé soli&#8221; ci abbassa al rango di individui incapaci di relazione vera e profonda.</p>
<p>La poetica di Casadei supera però questa affermazione così pessimistica, perché <strong>c&#8217;è una speranza che si fa luce in mezzo a tanta desolazione.</strong> Nella lirica &#8220;il male di vivere e la croce&#8221;, l&#8217;autore percepisce che questo male ha una cura possibile, direi necessaria! La <em>&#8220;divina indifferenza di Montale&#8221;</em>, veleno che serpeggia nell&#8217;animo del poeta, trova un antidoto nella croce che squarcia il buio del dubbio e illumina una verità che ci sovrasta. C&#8217;è la ricerca di senso alla sofferenza umana e il mistero si svela per un istnte: quella croce sulla quale Cristo apre le braccia per accoglierci e consolarci, ci aiuta a sopportare un giogo che con lui si fa più leggero. [&#8230;]</p>
<p>Proprio nel cuore della silloge troviamo una corposa raccolta di liriche dedicate alla donna [&#8230;] Ogni donna è ad un tempo sposa, madre, figlia, sorella, amica, confidente&#8230; [&#8230;]</p>
<p>Questa preziosa raccolta si chiude con un bellissimo verso, che potremmo definire la sineddoche dell&#8217;opera: <em>&#8220;Niente rinasce se non si muore&#8221;</em>. È qui sintetizzato tutto il pensiero filosofico e poetico di Casadei. Il verso riecheggia la Parola evangelica &#8220;Se il chicco non  muore, non dà frutto&#8230;&#8221; <strong>Per essere fecondi bisogna morire, solo così ci sarà nuova vita abbondante, perché là dove vita e morte si incontrano, sta nascosto l&#8217;insondabile mistero.</strong></p>
<p>Casadei, medico di professione, che ha dedicato tutta la vita a curare il corpo, ha anche scoperto come si possono curare le anime: <strong>questo è il fine della poesia, arrivare fino al cuore, là dove si annida il male di vivere e prendersene cura</strong>.</p>
<p>(Maria Adelaide Petrillo)</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Il palmarès de &#8220;La firma segreta&#8221;</strong></h3>
<p><em>1° classificato: VII edizione del premio internazionale di Letteratura “Terre di Liguria” – sezione silloge edita o inedita; Premio “Città di Piacenza, (2016); Premio “Le parole dell’anima” (Napoli, 2016); Premio Natale – Città di Tremestieri (Catania, 2017), Premio “Sellion 2017” (Catanzaro, 2017); Premio “Anselmo P.Pecci” (Tramutola di Potenza, 2017); Premio “Città di Battipaglia” (Salerno, 2018); Premio “Corona” (Cosenza, 2018); Premio “Re Manfredi” (Manfredonia, 2018); Premio “A Vento e Sole” (prov. Siena, 2018); Premio “Letteratura 2018” (Napoli, 2018); Premio “Parmapoesia” (Parma, 2019) .<br />
</em></p>
<p><em>2° classificato: Premio Internazionale Energia per la vita 2016 (presidente Alessandro Quasimodo); Premio internazionale di Poesia e Narrativa “I fiori sull’acqua”; “Il Convivio 2016” (Messina, 2016); “Poesia e Immagine” (Piacenza, 2017); “Città della poesia” (Parma, 2017); “Premio A.S.A.S 2017” (Messina, 2017); Premio Letterario Internazionale Corona (2018), Concorso letterario “A vento e sole” (2018).</em></p>
<p><em>3° classificato: “Camposampiero – Poesia religiosa” (Padova, 2016); Premio “Città di Vecchiano” (Pisa, 2016); “La Gorgone d’oro” (Gela, 2016).</em></p>
<p><em>Finalista: “Firenze Capitale d’Europa” (2016); “Nabokov” (2016).</em></p>
<p><em>Menzione speciale della giuria: “Trofeo Monterosi d’Argento” (Viterbo, 2016); “La Serpe d’oro” (Genova, 2017). Premio della Giuria: “Cinque Terre-Golfo dei Poeti” (La Spezia, 2016). Segnalazione di merito: Premio Nazionale di “Arti Letterarie Metropoli di Torino” (Torino, 2016); “Città di Grottammare- Ascoli Piceno” (2017). Menzione d’onore: “Cesare Beccaria” (Milano, 2016 e 2017); “L’Anfora di Calliope” (Trapani, 2017); “Voci- Città di Abano Terme” (2017); “Cardinal Branda Castiglioni” (Castiglione Olona -Va, 2017). Premio Speciale della Critica: “Città di Pontremoli” (2017). Premio Speciale: “Tra Secchia e Panaro” (Modena, 2017). Premio della Presidenza: “Premio Myo-Sotis” (Rorà, 2017).</em></p>
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		<title>Un grande convegno su &#8220;Le domande grandi dei bambini&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara, Redazione Itaca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 May 2019 09:51:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Catechismo]]></category>
		<category><![CDATA[Convegno]]></category>
		<category><![CDATA[domande grandi dei bambini]]></category>
		<category><![CDATA[don Andrea Lonardo]]></category>
		<category><![CDATA[Lumsa]]></category>
		<category><![CDATA[padre Maurizio Botta]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>Un convegno che si preannuncia di grande caratura, quello che si terrà sabato 8 giugno dalle ore 9.30 a Roma presso l&#8217;Aula Magna dell&#8217;Università LUMSA</strong> (via della Traspontina 21 &#8211; zona San Pietro) dove don Andrea Lonardo e padre Maurizio Botta incontreranno sacerdoti, catechisti, animatori ed educatori per un grande seminario in cui si illustrerà l&#8217;utilizzo dei primi tre volumi de <em>Le domande grandi dei bambini</em> (Itaca Edizioni).</h3>
<p><em>Non ci sarà fedeltà se non si troverà nel cuore dell&#8217;uomo una domanda per la quale solo Dio è la risposta</em> (San Giovanni Paolo II, Città del Messico, 26 gennaio 1979).</p>
<p>Questa frase di San Giovanni Paolo II sintetizza efficacemente l&#8217;idea che sta all&#8217;origine dei tre libri <em>Le domande grandi dei bambini, </em>scritti per accompagnare i bambini che si preparano alla prima Comunione in un cammino assieme alle loro famiglie, presentando la fede a partire dalle loro domande. Se Dio non è risposta a ciò che di più profondo vi è nel cuore dell&#8217;uomo, non potrà essere utile al vivere e prima o poi sarà abbandonata.</p>
<p>Come utilizzare al meglio questi libri? Da questa domanda che i due autori si sono sentiti rivolgere molte volte, nasce l&#8217;idea di questo convegno, in modo da poter fugare ogni dubbio e confrontarsi con i bambini su quei temi così decisivi per la trasmissione della fede.</p>
<p>L&#8217;evento, che coprirà l&#8217;intera giornata di sabato 8 giugno, inizierà alle 9.30 con l&#8217;accoglienza e la registrazione dei partecipanti. Alle 10 si apriranno i lavori con il saluto introduttivo di <strong>don Andrea Lonardo, di padre Maurizio Botta e di Eugenio Dal Pane</strong>. L&#8217;incontro poi si articolerà in quattro sessioni, due prima di pranzo e due a seguire:</p>
<ul>
<li><strong>I SESSIONE &#8211; Perché Gesù è dovuto venire in mezzo a noi?</strong><br />
Come presentare Gesù in maniera non fumettistica</li>
<li><strong>II SESSIONE &#8211; Con la scienza si può conoscere tutto?</strong><br />
Il rapporto fra la scuola e la catechesi</li>
<li><strong>III SESSIONE &#8211; Perché mi devo confessare?</strong><br />
Come presentare ai bambini e ai genitori il Sacramento della Riconciliazione</li>
<li><strong>IV SESSIONE &#8211; Perché si deve andare a messa?<br />
</strong>Come affrontare le resistenze di piccoli e grandi nel partecipare all&#8217;Eucarestia domenicale</li>
</ul>
<p>Ampio spazio sarà dato alle domande e alle esperienze dei partecipanti per un reale confronto tra chi ha scritto e chi utilizza questi testi.</p>
<p>Un approccio dunque che non fa sconti su tutte quelle domande e <strong>questioni su cui si gioca la partita fondamentale nel rapporto con i ragazzi</strong>, le cui domande grandi e profonde sono piene di quel desiderio di scoperta della verità di sé e di ciò che li circonda.</p>
<p>Per informazioni e iscrizioni ci si può rivolgere a Annalisa Ceravolo: <a href="mailto:annalisa.ceravolo@diocesidiroma.it">annalisa.ceravolo@diocesidiroma.it</a> &#8211; tel. 06.69886584 (al mattino)</p>
<p>Scopri di più su <a href="https://www.ledomandegrandideibambini.org/">www.ledomandegrandideibambini.org</a></p>
<p><a href="https://www.itacaedizioni.it/wp-content/uploads/2019/03/Le-domande-grandi-dei-bambini-Convegno-Roma-8-giugno-2019.jpg">Scarica la locandina dell&#8217;evento</a></p>
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		<title>&#8220;La galera ha i confini dei vostri cervelli&#8221;: pagine di commovente umanità sulla realtà del carcere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara, Redazione Itaca]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 May 2019 12:37:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandria]]></category>
		<category><![CDATA[amministrazione penitenziaria]]></category>
		<category><![CDATA[Asti]]></category>
		<category><![CDATA[Carcere]]></category>
		<category><![CDATA[direttore Carcere]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[poenitenziario]]></category>
		<category><![CDATA[Saluzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Torino]]></category>
		<category><![CDATA[umanità]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Non è cosa semplice narrare di carcere. Non lo è perché spesso chi se ne occupa tende ad assumere un solo punto di vista: o quello del detenuto, delle sue debolezze e del suo desiderio di riscatto oppure quello dell’organizzazione del sistema detentivo. Pietro Buffa, invece, con &#8220;La galera ha i confini dei vostri cervelli&#8221; (Itaca Edizioni) fa sì che questi due mondi si incontrino e lo fa narrando storie vere di vita vissuta, di volti incontrati e rimasti impressi nella memoria nel corso degli anni passati a dirigere vari istituti penitenziari.</p>
<p>Il titolo del libro trae origine da una frase contenuta nella lettera di un detenuto psicotico. È una espressione emblematica rispetto al contenuto del libro poiché apre alla speranza di poter modificare la vita carceraria intesa come vuoto disperante della quotidianità coatta, ripetitiva e castrante: “La galera ha i confini dei vostri cervelli” rimanda alla possibilità di un cambiamento facendo appello alla responsabilità e all’umanità di ogni persona. Quel cambiamento che attraverso le piccole e grandi cose quotidiane, l’Autore, da direttore, ha sempre cercato di mettere in atto per rendere più umana la vita di coloro che popolano il carcere, siano essi detenuti, agenti penitenziari, operatori sociali, volontari.</p>
<p>Pietro Buffa è infatti uno dei maggiori conoscitori del sistema carcerario, ne conosce i meccanismi gestionali, li governa e li dirige e questo libro è proprio il frutto del suo percorso professionale, costellato di episodi significativi che  ci ha voluto donare e che ci invitano a guardare oltre le sbarre, per provare a scavare un po’ di più nell’animo di chi vive in un contesto di reclusione. Racconti diversi tra loro, ambientati in varie strutture penitenziarie, come istantanee di una lunga vita passata a prendersi cura di un mondo recluso, che si susseguono nelle centoquaranta pagine di questo bel libro che si legge d’un fiato. Storie che ci raccontano percorsi umani tortuosi e complicati, ma anche significativi spaccati di umanità e solidarietà fra le quattro mura della prigione, con un filo rosso che lega l’intera opera: l’esigenza di contribuire a migliorare la realtà carceraria. Un libro dove il tutto è molto più della semplice somma delle parti.</p>
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		<title>Itaca al Salone Internazionale del Libro di Torino</title>
		<link>https://www.itacaedizioni.it/2019/itaca-al-salone-internazionale-del-libro-torino/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara, Redazione Itaca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 May 2019 11:09:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Buffa]]></category>
		<category><![CDATA[Carcere]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Torino]]></category>
		<category><![CDATA[itacaedizioni]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[Marcello Croce]]></category>
		<category><![CDATA[Pietro Buffa]]></category>
		<category><![CDATA[presentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Salone del Libro]]></category>
		<category><![CDATA[Storia dell'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Torino]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>Dal 9 al 13 maggio 2019 presso il Lingotto Fiere di Torino si terrà il tradizionale Salone Internazionale del Libro</strong>. Un evento attesissimo dai lettori e da tutti gli operatori del settore e che vedrà anche la partecipazione di Itaca Edizioni.</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Itaca al Salone del libro</strong></p>
<p><strong>Una kermesse già al centro dei riflettori, quella del Salone del Libro di Torino, che animerà dal 9 al 13 maggio i padiglioni di Lingotto Fiere.   </strong>Famoso per essere da sempre l&#8217;appuntamento più importante per l&#8217;editoria in Italia, il Salone di quest&#8217;anno vedrà la <strong>partecipazione anche di Itaca Edizioni con una selezione delle proprie pubblicazioni presso lo Spazio UELCI</strong> (Padiglione 2 &#8211; Stand J66-K67) che ospiterà una rosa di editori cattolici dalle alte e significative proposte culturali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La presentazione di &#8220;Storia dell&#8217;Italia unita&#8221;</strong></p>
<p>Proprio <strong>nello spazio UELCI venerdì 10 maggio alle ore 17</strong> si terrà la prima delle due presentazioni che coinvolgono la nostra casa editrice:<strong> quella del libro del prof. Marcello Croce &#8220;Storia dell&#8217;Italia unita&#8221;</strong>, un volume di grande attualità poiché affronta la storia complessiva dell&#8217;unità d&#8217;Italia, dal 1861 ad oggi, con un’analisi delle vicende politiche, degli aspetti di natura economica, dello scenario internazionale – che costituisce per l’Autore un criterio ineludibile nella interpretazione del secolo e mezzo di storia unitaria – e con un’attenta lettura dei fenomeni di costume e culturali, <strong>inserendosi nel dibattito politico di oggi,</strong> specialmente sul tema del ruolo dei cattolici in politica. Dialogherà con l&#8217;autore<strong> il professor Francesco Giubilei</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La presentazione di &#8220;La galera ha i confini dei nostri cervelli&#8221;</strong></p>
<p>La seconda presentazione, invece, sarà ospitata nello <strong>Stand della Città di Torino dove domenica 12 maggio alle ore 18.30 verrà presentato il libro di Pietro Buffa &#8220;La galera ha i confini dei vostri cervelli&#8221;.</strong><br />
L’evento, a cura dell’Ufficio della Garante delle persone private della libertà personale del Comune di Torino, si comporrà degli interventi di <strong>Monica Gallo</strong> (Garante delle persone private della libertà personale del Comune di Torino) e di <strong>Paolo Bellotti</strong>, scrittore e già funzionario del Ministero di Giustizia che introdurranno il dialogo tra <strong>Roberto Gramola</strong>, esperto del settore, e l’autore <strong>Pietro Buffa</strong> al quale faranno da contraltare le voci di <strong>Claudio Montagna e Luca Scaglia</strong> (Associazione Teatro e Società) che leggeranno significativi brani tratti dal libro. Modera l’incontro Bruno Mellano, Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Piemonte.  Un evento di grande importanza poiché <strong>si pone al centro del dibattito sulla situazione delle carceri in Italia.<br />
</strong>Il libro, infatti, è il frutto del percorso professionale di Pietro Buffa che è uno dei massimi conoscitori del sistema carcerario, ne conosce i meccanismi gestionali e li governa. Un libro che è costellato di episodi significativi che ci invitano a guardare oltre le sbarre, <strong>per provare a scavare un po’ di più nell’animo di chi vive in un contesto di reclusione.</strong></p>
<p><a href="https://www.itacaedizioni.it/wp-content/uploads/2019/05/Uelci-a-SalTo-Avvenire-5maggio19-001.jpg"><strong>Scarica il programma delle presentazioni nello Stand UELCI</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.itacaedizioni.it/2019/itaca-al-salone-internazionale-del-libro-torino/">Itaca al Salone Internazionale del Libro di Torino</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.itacaedizioni.it">Itaca Edizioni</a>.</p>
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