Riportiamo i post scritti da Catena Fiorello sulla pagina Facebook di Gina Codovilli:
2 giugno – “Seduta su un prato, in totale relax e isolamento ho letto concentrata e attenta un libro che mi era stato donato a Riccione da una donna molto interessante, che mi ha incuriosita dal primo istante: Gina. Il libro è l’esperienza di una madre che entra all’improvviso nel mondo – a molti di noi sconosciuto – dell’autismo. In queste settimane avrete notato come un’altro libro sul tema abbia scalato le… classifiche. È il libro di Fulvio Ervas, Se ti abbraccio non avere paura. Credetemi, senza nulla togliere a quest’ultimo, anche il libro di Gina Codovilli, Il mio Principe Itaca editore, prende prima la pancia e poi trascina con sé anche il nostro cuore e i pensieri più profondi. Sono arrivata a pag.60 (di 159) e sono totalmente presa dalle pagine di questa madre così intelligente, operosa, combattente e lungimirante. Non perdete questa possibilità. Procuratevene una copia, sarà come imparare a camminare, parlare, mangiare e vedere il mondo per la prima volta. Perché l’autismo come molte altre forme di “impossibilità” dell’ essere umano, è qualcosa che più ne sai e meglio è… Perché ci riguarda, riguarda tutti, e perché all’improvviso, accade qualcosa che ti spinge a voler capire di più del mondo che ti circonda, e accade che leggendo Gina ti viene da dirle grazie per quello che ha scritto. (Io desidero ringraziare anche la dottoressa Maria Bonsignore, neuropsichiatra infantile del Policlinico di Messina, con cui collaboro oramai da anni, per avermi introdotto con sapienza nel mondo dei bambini affetti da queste patologie. Sono grata a lei e a tutti i medici e non che ho incontrato e che gravitano nelle associazioni a loro dedicate, perché grazie a queste persone ho “visto” con occhi nuovi tutto il mondo sommerso che altrimenti non avrei saputo e potuto vedere). Gina, grazie. Siamo tutte madri, anche quelle che non hanno provato l’acuta doglia del dolore fisico“.
Catena


